I “Likes” dei social media cambiano il modo in cui percepiamo i nostri ricordi

Social Light Painting by Marzia Vincenza Ciliberto |

I ricordi sono spesso considerati molto personali e privati. Eppure, negli ultimi anni, le persone si sono abituate alle notifiche dai social media o dalle gallerie telefoniche che dicevano loro di avere una “memoria”. Queste versioni riconfezionate del passato influenzano non solo ciò che ricordiamo, ma anche gli attaccamenti che abbiamo con quei ricordi. 
In un nuovo studio, hanno scoperto che i social media hanno il potenziale per cambiare il modo in cui le persone si sentono riguardo ai loro ricordi. Le metriche dei social media come i “Like” di Facebook possono avere un impatto negativo su come le persone si sentono riguardo a determinati ricordi, specialmente se questi ricordi vengono condivisi senza ottenere molti Likes. Oltre a questo, l’anticipazione dei giudizi dei social media sul passato può anche avere un impatto su quali ricordi le persone condividono e come.
Con l’obiettivo di comprendere la presenza quotidiana di questi ricordi automatizzati, hanno attinto a dettagliate interviste e focus group con circa 60 utenti dei social media. In particolare, hanno esaminato il modo in cui le persone utilizzano funzionalità come Timehop, i ricordi di Facebook e i ricordi di Apple. Hanno chiesto ai partecipanti quali fossero le loro esperienze in cui sono stati ricordati i ricordi da queste diverse caratteristiche. Mentre alcuni trovavano le caratteristiche inquietanti e invasive, altri le trovavano un utile promemoria di precedenti esperienze che avevano dimenticato. Hanno anche chiesto se il numero di Likes ricevuti da un ricordo condiviso ha avuto un impatto su di loro. In alcuni casi i partecipanti si sono sentiti in modo diverso sui loro ricordi a seconda del numero di Like.
Per alcuni, i ricordi sono stati convalidati, in parte, attraverso i like sui social media, che sono sentiti come un giudizio sul valore di un ricordo. Ad esempio, un partecipante ha notato che, sebbene un ricordo sia speciale per l’individuo, “dipendi costantemente dagli altri e da ciò che pensano dei tuoi ricordi“. D’altra parte, non ricevere abbastanza Likes a volte potrebbe erodere il valore personale associato ai ricordi. Un altro partecipante ha detto che se condivideva un ricordo e riceveva solo tre Likes, quel basso numero di Likes sarebbe diventato parte del ricordo. I partecipanti erano consapevoli di ciò che sta accadendo, ma hanno detto che è stato difficile rompere con quella che è stata descritta  come “l’economia simile”
Anche se i partecipanti hanno riconosciuto che i loro ricordi erano personali e non dovrebbero essere influenzati dai social network, alcuni hanno comunque scoperto di pensare in modo diverso a un evento a causa della sua reazione sui social media. Come ha notato un partecipante, “Ti ritrovi, quasi tuo malgrado, a preoccuparti del numero di Likes”. Ovviamente, non tutti i ricordi sono stati influenzati dalle metriche dei social media. Alcuni erano considerati troppo piccoli per essere di interesse più ampio. Come ha detto un partecipante, “Se è solo una foto di te e del tuo amico che fate qualcosa di stupido e non ottiene alcun Like, non fa niente”. 
Tuttavia, per altri tipi di ricordi condivisi, il numero di Likes sembrava ancora un giudizio ineludibile. L’anticipazione del giudizio attraverso i Likes dei social media ha iniziato a modellare il modo in cui le persone condividono i propri ricordi con gli altri. Nello studio, le persone hanno spiegato come sono arrivate a proteggere attivamente determinati ricordi dall’analisi dei social media. Ad esempio, una partecipante ha detto che si sarebbe trattenuta dal condividere particolari “ricordi cari”, nel caso in cui il numero di Likes ricevuti alterasse la sua relazione con quel ricordo. Hanno scoperto che le persone sarebbero state selettive riguardo al tipo di memoria che avrebbero continuato a condividere, scegliendo di condividerne alcuni privatamente piuttosto che apertamente nelle loro reti.
Anche qualcosa di privato come un ricordo è diventato una parte di routine dell’utilizzo dei social media che stanno iniziando a modificare il modo in cui viviamo il nostro passato. In futuro, questa parte di routine della nostra vita potrebbe continuare a plasmare il modo in cui ricordiamo individualmente e collettivamente.

Daniele Corbo

Bibliografia: The Conversation

Immagine: Social Light (Marzia Vincenza Ciliberto)

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Ti ho messo un Like per non sentirmi in colpa!!👏😂
    Bell articolo, ciao

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    1. 😂Altrimenti avrei avuto un ricordo negativo😅

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  2. @didiluce ha detto:

    insomma, assieme ai ricordi plasmati dai like ci si misura pure l’autostima, mammamia fa già paura così 😂 Articolo interessante 😘

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    1. Si, fa paura😲😔Grazie mille 😘😘

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      1. @didiluce ha detto:

        Grazie a te 😀☘

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  3. Anna racconta Anna ha detto:

    🤦🏻‍♀️ interessante articolo il cui contenuto è devastante, si, fa paura!!! Grazie… avremo da riflettere… 🤞

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    1. Grazie, ha angosciato molto anche me…😔Bisogna pensarci attentamente l!

      Piace a 1 persona

  4. silviadeangelis40d ha detto:

    L’ha ripubblicato su Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava.

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