L’aspetto dei bambini condiziona gli adulti nel giudicare il loro comportamento

Child Fear Painting by Rafaela Senfft |

È una scena comune nei film: l’insegnante entra in classe mentre alcuni alunni litigano o si fanno dispetti – a volte compiono atti di vero e proprio bullismo. Immediatamente, dopo un rapido sguardo, richiama un bambino -quasi sempre innocente- mentre il colpevole, con faccia d’angelo, gli è accanto, in silenzio.
Simili scene accadono, nella realtà, più che nella finzione cinematografica.
Una ricerca del Face Perception Lab della Brock University rileva che gli adulti, in una frazione di secondo e solo da una rapida occhiata ai volti, pensano di poter esprimere giudizi sulle azioni dei bambini.
In uno studio pubblicato di recente, un team di ricerca ha condotto un esperimento che ha testato il modo in cui i segnali facciali hanno influenzato l’interpretazione degli adulti in situazioni ambigue. Il team ha proposto immagini di bambini i cui volti erano stati valutati in uno studio precedente come “carini” o “medi”. Sebbene le espressioni dei bambini fossero emotivamente neutre, la “faccia da bambino”, rispetto a un aspetto più “maturo” e il livello di attrattiva conseguente, hanno contribuito a influenzare le percezioni di carino o medio.
Sono state studiate alcune schede in cui i bambini erano rappresentati in quattro situazioni diverse e ambigue. Agli adulti, partecipanti alla ricerca, è stato chiesto di raccontare una storia su ciò che credevano stesse accadendo in ognuna delle scene in cui i protagonisti avrebbero potuto essere soggetto o oggetto dell’azione: per esempio, il bambino rappresentato avrebbe potuto essere visto sia come colui che aiutava sia come quello che feriva l’altro.
In due delle scene proposte, il bambino osservato aveva un viso precedentemente classificato come “molto carino” mentre, nelle altre due, il bambino aveva un viso precedentemente classificato come “poco carino”.
I partecipanti si sono dimostrati più propensi a dire che il bambino con una faccia “carina” stava aiutando, valutando, quindi, in modo positivo, il suo comportamento. I partecipanti hanno dichiarato che un bambino con una faccia “molto bella”, più probabilmente, avrebbe potuto essere un buon amico; al contrario di un bambino il cui viso era stato valutato come “non bello”.
I ricercatori hanno anche letto otto racconti in cui un bambino si comportava male, compiendo azioni come versare vernice sui disegni di un altro bambino. Hanno poi chiesto ai partecipanti se l’azione fosse intenzionale o avvenuta per caso. Gli adulti erano molto più propensi a rispondere ‘per caso’ quando il bambino aveva un viso bello che un viso non bello. Qui, non era ambiguo il comportamento, ma l’intenzione.
I ricercatori affermano che i risultati hanno enormi implicazioni. I bambini che hanno un aspetto ‘carino’ ottengono il beneficio del dubbio, fino a immaginare che nella vita di tutti i giorni, i bambini con facce molto belle potrebbero evitare la punizione. I ricercatori sostengono che questo influenzerà lo sviluppo dei bambini.
Questi effetti possono avere effetti a cascata. Un bambino che è percepito come bello, alla prima impressione, da un adulto è probabile che venga trattato in modo più positivo ricevendo un’attenzione preferenziale. Quindi il bambino si comporterà in linea con queste aspettative.
Possiamo considerarla una profezia che si autoavvera. I ricercatori esortano gli adulti a essere consapevoli dei loro pregiudizi estetici iniziali e ad astenersi dal dare giudizi istantanei sui bambini basandosi esclusivamente su questi. Questa linea di ricerca è molto interessante perché, sebbene siano stati condotti molti studi sulle conseguenze sociali delle prime impressioni sui volti degli adulti, sono state fatte poche ricerche nell’area dei bambini.
Il comportamento degli adulti nei confronti dei bambini gioca, ovviamente, un ruolo importante sul modo in cui i bambini vengono trattati, il che ha esiti sul loro sviluppo. La fase successiva della ricerca del team consisterà nel testare i bambini con lo stesso studio – usando le stesse quattro scene e otto storie – per vedere se i bambini sono sensibili ai visi “carini” e “medi” nelle interazioni con i loro coetanei.

Il team cerca bambini dai 10 ai 12 anni. Per maggiori dettagli e per prendere parte allo studio, contatta il Face Perception Lab all’indirizzo  faceperceptionl@brocku.ca

Daniele Corbo

Bibliografia: “First impressions of child faces: Facial trustworthiness influences adults’ interpretations of children’s behavior in ambiguous situations” by Sophia M. Thierry, Catherine J. Mondloch. Journal of Experimental Child Psychology

Immagine: Child Fear (Rafaela Senfft)

14 commenti Aggiungi il tuo

  1. Olga ha detto:

    molto interessante!

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  2. silviacavalieri ha detto:

    Madre di un uomo molto alto, quando mio figlio era bambino, tendevo ad attribuirgli responsabilità e compiti che si uniformavano più al suo aspetto fisico che alla sua età anagrafica. Era un comportamento che osservavo anche nei suoi interlocutori casuali, che usavano un linguaggio spesso lontano da quello che lui potesse capire. Naturalmente correggevo il tiro, ma l’atteggiamento che mi veniva spontaneo era quello che dava peso all’aspetto. È vero anche il resto… era un bambino carino, con i ricci biondi, occhioni ingenui e tutto il resto… tendevo a dargli credito sempre, solo dopo anni, dai suoi racconti, ho scoperto certe (innocenti) bugie, che mi ero bevuta come acqua fresca.

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    1. Davvero interessante il tuo racconto, grazie della condivisione cara Silvia. Buona serata😊

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      1. silviacavalieri ha detto:

        Grazie, buona serata a te!

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  3. Maria ha detto:

    Interessante, anche vederlo scritto! È una cosa che a volte avevo percepito

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    1. Grazie Maria. Effettivamente avere la conferma di uno studio rafforza le nostre intuizioni. Buona giornata 😘

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      1. Maria ha detto:

        Sì 🙂 Buona giornata anche a te Daniele 🌺

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  4. luisa zambrotta ha detto:

    Molto interessante-
    Io sapevo solo che le caratteristiche fisiche di bambini e cuccioli (testa grossa, occhi grandi e tondi, guance paffute, ecc ) sono destinate a suscitare tenerezza e desiderio di protezione

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    1. Si, anche questo è vero. Buona settimana cara Luisa

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      1. luisa zambrotta ha detto:

        Buona settimana a te, Daniele caro 🦋🌺🦋

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  5. myrelar ha detto:

    Interesting! 🙂

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